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Il mio amico Antonio Rosmini”

Antonio Rosmini nacque in una ridente città del Trentino, Rovereto; nacque il ventiquattro marzo del 1797 e fu battezzato il giorno dopo la festa dell’annunciazione. La sua mamma si chiamava Giovanna Formenti, era una contessa ed era gentile e intelligente. Il papà si chiamava Pier Modesto Rosmini-Serbati ed era un uomo colto e generoso. Antonio aveva una sorella e un fratello. Sua sorella si chiamava Margherita e si farà suora canossiana. Suo fratello, invece, era il più piccolo, si chiamava Giuseppe. Antonio Rosmini morì a Stresa il primo luglio del 1855, all’età di cinquantotto anni.

Rosmini era un bel ragazzino spiritoso e aveva un grande desiderio: far conoscere a tutti la Verità e insegnare ad amare Dio. Antonio adorava l’ordine, per lui ogni piccola cosa era importante. Voleva sempre fare l’ elemosina : una volta regalò le calze nuove a un bambino che, in inverno, aveva visto passare davanti alla finestra con i piedi viola dal gelo. Adorava giocare a “Ladri e sbirri” ,lui assumeva sempre il ruolo del giudice per far trionfare la guistizia.

Tonino (così lo chiamavano in casa) aveva un grande passione: leggere libri. Nella biblioteca paterna trovava tutti i libri che voleva come quelli dei Padri della Chiesa, e degli scrittori latini e Greci…

Aveva trovato un modo per leggere senza stancarsi: metteva delle sedie intorno a un tavolo e per ogni sedia un libro, di materie diverse, così quando si stancava di una materia, cambiava sedia.

A scuola considerava alcune materie più importanti e altre meno. A volte pagava un compagno per farsi fare un compito, perché non voleva perdere tempo in materie che non riteneva importanti. Lui odiava la grammatica latina e un anno dovette rimanere in  seconda; dispiaciuto così tanto che saltò la terza e passò alla quarta. Vicende da geni!

Antonio aveva molte amicizie importanti. Attraverso l’amicizia voleva diffondere il Bene. Tra gli amici più intimi ricordiamo Alessandro Manzoni, un grande poeta italiano, che ha scritto “I promessi sposi”.

Proprio a Manzoni, Antonio, morente, lasciò il suo testamento spirituale, cioè la sintesi della sua vita. Manzoni andò a trovare Antonio e disse che voleva tanto che guarisse,  ma Antonio disse che il Signore sapeva bene cosa faceva e quindi era il momento che se ne andasse. Allora Manzoni esclamò “Cosa faremo noi!”. E Antonio rispose “Adorare,tacere,godere”. Rosmini è stata un uomo  meraviglioso perché ha aiutato tante persone e ha realizzato grandi opere, la nostra Scuola ne è in esempio. Con lui imparerai molte cose importanti. 

 

 

                    Noi ragazzi del Rosmini